In questi giorni abbiamo assistito ad un vera e propria rivoluzione costiera dei nostri centri urbani, quasi si volesse, con un atto di forza, ripristinare il “confine” tra ciò che appartiene all’uomo, e su cui l’uomo può investire, modificando il tutto secondo le proprie necessità, e ciò che appartiene alla natura. L’uomo da sempre ha cercato di modellare il territorio circostante creando, perché no, aree di sviluppo economico, sociale, infrastrutturale, ma c’è un limite a tutto ciò, limite che puntualmente in questi giorni il mare ci ha ricordato. Caulonia, con un notevole investimento economico, aveva realizzato un lungomare tra i più belli e moderni della locride, con stabilimenti balneari adeguati, infrastrutture moderne, ampi spazi verdi, spettacoli estivi e punto di intrattenimento giovanile , che negli ultimi anni avevano trasformato positivamente il paese tanto da essere considerato uno dei centri con il maggior flusso turistico dell’ultima stagione estiva …...si ma tutto questo a che prezzo?
Poche persone, solo le più anziane, ricordano quali fossero i reali confini tra mare e terra prima che questa urbanizzazione selvaggia cominciasse, creando si, nuovi territori vergini su cui investire e puntare, ma incurante del territorio e dell’ambiente circostante. E puntualmente, come sempre, solo dopo che il mare o la montagna si riprende quello che l’uomo gli ha sottratto, si parla di danni…. danni alla popolazione, danni al turismo , danni allo sviluppo economico, senza tener conto, però, del perché si sia arrivato a tutto questo . La semplice verità quindi è un’altra, e cioè che accanto ai danni, che ci sono e sono anche ingenti, c’è pure il tentativo dell’uomo di modellare “ Forzando ” il proprio territorio, alla ricerca di uno sviluppo economico e sociale che in un paese non si ottiene sconvolgendo e danneggiando l’ambiente circostante, bensì valorizzandolo, senza sbilanciare quell’esile equilibrio tra uomo e natura, ponendo quindi le basi per la creazione di una società moderna, civile, proiettata al futuro, e che tuteli e rispetti allo stesso tempo l’ambiente.
Una vera tutela dell’ambiente che non significhi solo fare, o far credere di saper fare, la raccolta differenziata, o la pulizia delle spiagge ad inizio estate, ma operandosi seriamente affinché si viva in stretta sinergia con il territorio senza sconvolgerlo.
Tutto questo parte sì da Caulonia , ma investe in ugual misura un comune quale Roccella, anch’esso in una fragile situazione di sviluppo e in cui scelte urbanistiche e infrastrutturali, passate o future , se errate potrebbero compromettere, seriamente, un progresso già di per se assai difficile. Comprendere e imparare da ciò che è successo a Caulonia e al suo lungomare, deve essere di fondamentale importanza per ogni amministrazione e per tutti i cittadini, puntando necessariamente a mantenere saldo l’equilibrio tra uomo e natura, tramite una politica forte, moderna, e che basi le strategie di sviluppo sicuramente sulle esigenze dei cittadini ma anche dell’ambiente e del territorio circostante.
“Chi non ricorda è destinato a commettere sempre gli stessi errori”
Poche persone, solo le più anziane, ricordano quali fossero i reali confini tra mare e terra prima che questa urbanizzazione selvaggia cominciasse, creando si, nuovi territori vergini su cui investire e puntare, ma incurante del territorio e dell’ambiente circostante. E puntualmente, come sempre, solo dopo che il mare o la montagna si riprende quello che l’uomo gli ha sottratto, si parla di danni…. danni alla popolazione, danni al turismo , danni allo sviluppo economico, senza tener conto, però, del perché si sia arrivato a tutto questo . La semplice verità quindi è un’altra, e cioè che accanto ai danni, che ci sono e sono anche ingenti, c’è pure il tentativo dell’uomo di modellare “ Forzando ” il proprio territorio, alla ricerca di uno sviluppo economico e sociale che in un paese non si ottiene sconvolgendo e danneggiando l’ambiente circostante, bensì valorizzandolo, senza sbilanciare quell’esile equilibrio tra uomo e natura, ponendo quindi le basi per la creazione di una società moderna, civile, proiettata al futuro, e che tuteli e rispetti allo stesso tempo l’ambiente.
Una vera tutela dell’ambiente che non significhi solo fare, o far credere di saper fare, la raccolta differenziata, o la pulizia delle spiagge ad inizio estate, ma operandosi seriamente affinché si viva in stretta sinergia con il territorio senza sconvolgerlo.
Tutto questo parte sì da Caulonia , ma investe in ugual misura un comune quale Roccella, anch’esso in una fragile situazione di sviluppo e in cui scelte urbanistiche e infrastrutturali, passate o future , se errate potrebbero compromettere, seriamente, un progresso già di per se assai difficile. Comprendere e imparare da ciò che è successo a Caulonia e al suo lungomare, deve essere di fondamentale importanza per ogni amministrazione e per tutti i cittadini, puntando necessariamente a mantenere saldo l’equilibrio tra uomo e natura, tramite una politica forte, moderna, e che basi le strategie di sviluppo sicuramente sulle esigenze dei cittadini ma anche dell’ambiente e del territorio circostante.
“Chi non ricorda è destinato a commettere sempre gli stessi errori”
L'articolo è stato pubblicato su Calabria Ora del 16 Gennaio 2009
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